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Ventennale di Pertini? Non Pervenuto

 

Quando si dice gli scherzi del destino. Per un mese si è parlato del decennale del presunto e defunto grande “statista” Bettino Craxi, tributato dei più alti onori dalle più alte cariche dello Stato, ma purtroppo per loro e per fortuna nostra fra una ventina di giorni ci sarà un altro anniversario, che come quello su Berlinguer, verrà praticamente oscurato dalle tv e dalla stampa di regime: il ventennale della morte di Sandro Pertini.

Chissà, magari mercoledì 24 febbraio Napolitano invierà una lettera di cordoglio ai parenti più stretti, per ricordare la durezza che gli ha riservato la classe politica italiana della Seconda Repubblica, che lo ha relegato nell’oblio assieme a Berlinguer; forse il PD si accorgerà che ci è stato uno scambio di persona e si ricorderà dell’unico vero leader socialista, magari organizzando qualche commemorazione ufficiale; forse addirittura Minoli gli dedicherà uno speciale in prima serata su RaiDue come ha fatto per Craxi (ricordiamo che per Berlinguer andò in seconda serata); può darsi che i grandi giornali ne ricordino la modernità del pensiero, magari dedicandogli fiumi di inchiostro prima e dopo l’anniversario, come è successo per il “grande statista”; finanche sul Corriere i cosiddetti liberali alle vongole della premiata ditta Battista-Ostellino-Romano pontificheranno sulla sua coerenza ideale e la sua pulizia morale da assumere come esempi.

Forse succederà tutto questo. O forse no. Anzi, è molto probabile che ad un mese dalle elezioni regionali l’unica cosa che interessi veramente ai partiti nazionali non sia ricordare Sandro Pertini, Settimo Presidente della Repubblica, leader socialista ed eroe della Resistenza Anti-Fascista, bensì magari oscurarlo, perché basterebbe riportarne qualche frase per rompere la corrispondenza di amorosi sensi tra maggioranza e opposizione.

Sulla nuova Resistenza, Pertini diceva infatti: “Oggi la nuova resistenza in che cosa consiste. Ecco l’appello ai giovani: di difendere queste posizioni che noi abbiamo conquistato; di difendere la Repubblica e la democrazia. E cioè, oggi ci vuole due qualità a mio avviso cari amici: l’onestà e il coraggio. L’onestà… l’onestà… l’onestà. E quindi l’appello che io faccio ai giovani è questo: di cercare di essere onesti, prima di tutto. La politica deve essere fatta con le mani pulite. Se c’è qualche scandalo; se c’è qualcuno che dà scandalo; se c’è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi, deve essere denunciato.”

E scandì bene l’ultima parola, ricevendo una marea di applausi. Oggi un discorso del genere sarebbe tacciato di giustizialismo, grillismo, estremismo e chi ne ha più ne metta. Eppure non penso proprio che sia dannoso ricordare l’esponente della parte migliore del socialismo italiano, quella autentica, quella legata ancora agli ideali che portarono alla lotta per il socialismo, che divenne sotto la gestione Craxi nient’altro che squallido pragmatismo affaristico: Pertini era un punto di riferimento per tutti quegli italiani che si erano stancati della corruzione, delle clientele, dei giochi di potere, dei ricatti e delle bugie. Era quello che voleva veramente portare i comunisti al governo assieme ai socialisti, ma Craxi preferì fare da ago della bilancia in un sistema di potere vecchio e corrotto, piuttosto che guidare assieme a Berlinguer l’Alternativa di Sinistra.

Con che faccia le più alte cariche dello Stato verranno in televisione a parlarci di fiducia nelle istituzioni, nella democrazia e nel parlamentarismo, se essi stessi innalzano di fronte alla collettività esempi di corruzione e illegalità, relegando nell’oblio mediatico le più grandi personalità della nostra storia?

Ho controllato su internet: di convegni per il ventennale di Pertini non c’è nemmeno traccia. Ho deciso quindi di creare un evento su facebook per commemorare quel grande uomo che è stato Sandro Pertini: http://www.facebook.com/reqs.php#/event.php?eid=455774650071&ref=mf

Chi non ricorda Pertini il 24 febbraio, è il degno compare dei piduisti che ci governano.

2 commenti

  1. GUARDANDO questi filmati non posso che dire onore al grande PERTINI un vero socialista non vi può essere libertà senza giustizia sociale e viceversa,se uno mi proponesse di votare la miglior riforma sociale senza libertà non la voterei perchè la libertà è nella natura dell’uomo.Se le dicesse un’altro uomo non avrebbero lo stesso significato perchè non sarebbero dette con quella passione che lo contraddistingueva.mi direte allora perchè Berlinguer non ha aderito al partito socialista?Perchè era fermamente convinto che il comunismo doveva per forza di cose essere libero anche se i fatti lo contraddicevano ma questa è stata la sua forza che l’ha reso unico non solo ha creduto in quell’idea ma ha cercato di cambiarla proprio eliminando la dittatura del proletariato ma dando alla parola libertà un senso nuovo non può esistere libertà senza diritti senza uguaglianza,finche ci sarà lo sfruttamento di un uomo su di un altro uomo ci sarà sepre bisogno di comunismo,o se lo volete chiamare socialismo fate pure ma quello per il quale Pertini ha combattuto che assomiglia molto al comunismo di Berlinguer.

  2. Da socialista pertiniano da sempre e da sempre ferocemente anticraxiano:
    GRAZIE.