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Foto di Paolo Cenci, concessa in via esclusiva a EB.IT il 10 marzo 2009.
Foto di Paolo Cenci, concessa in via esclusiva a EB.IT il 10 marzo 2009.

Pierpaolo Farina: Cercando Enrico, strada per strada

di Nando dalla Chiesa, Storie Italiane, Il Fatto Quotidiano, 13/01/2013

A sinistra il web, a destra la discoteca. Un po’ con l’accetta, ma sono queste le armi della gioventù che si butta nelle campagne elettorali. Il resto è muffa. Potete mai immaginare una campagna senza facebook, senza twitter, senza blog, senza la immensa forza di rimbalzo della rete? O, passando dall’altra parte, potete concepirne una senza la frenesia inebriante della discoteca, tubini neri e tacco 12, e le esplosioni vitalistiche alla faccia del grigiore della sinistra?

ECCO, PIERPAOLO FARINA di anni ne ha 24 appena fatti, frequenta giovani e giovanissimi, ma nel suo Olimpo elettorale non troverete né l’effervescenza del web né l’adrenalina della disco-music. C’è soprattutto una cosa che gli mette i brividi. Un incitamento che arriva dai microfono di una piazza piena di gente, da un palco imbandierato, e che suona così: “Casa per casa, strada per strada“. Lo usava Enrico Berlinguer, che forse l’aveva imparato da ragazzo nel suo Pci. E che lo usò senz’altro a Padova, tenendosi a fatica in piedi in quel drammatico 7 giugno del 1984. Altro che il web, altro che gli aperitivi, altro che lo sballo. Lì c’era davvero la bellezza della politica. Non bisogna stupirsi. Il padre di Pierpaolo, perito elettrotecnico morto quando lui aveva quattordici anni, aveva seguito la contestazione di Mario Capanna. La mamma, napoletana, è stata l’unica figlia comunista in una famiglia democristiana.

Sopracciglioni alla Ciampi, ma color carbone, Pierpaolo è un tipo particolare (o forse molto normale) di giovane di Sinistra. Polemico verso i partiti, ne trova ed elenca impietosamente i vizi e le magagne senza risparmiare nessuno. Aspro verso il Pd “senza ideali e troppo frequentato da chi si fa un baffo della questione morale“, ma anche verso la demagogia di Grillo benché buon amico di qualche grillino. Deluso da Sel e diffidente verso la sinistra rifondarola e anche verso gli odierni arancioni. “Mi toccherà votare il meno peggio”, dice sconsolato. Solo il mito dell’ultimo grande segretario comunista gli scalda politicamente il cuore. Per questo ha dato via a un sito dedicato a lui, www.enricoberlinguer.it, da cui si è poi staccato, come una costola, anche un blog di gruppo, www.qualcosadisinistra.it, in cui campeggia sempre la foto del leader amato.

Un sito che cura con amore certosino, animandolo di mille polemiche: una media mensile di diecimila visitatori al giorno, una certa abilità telematica, perché senza il web nemmeno questa sua passione per la vecchia e grande politica troverebbe cittadinanza nel villaggio globale. Nessuno però pensi ad uno sfaccendato.

Pierpaolo è un brillante studente universitario (corso magistrale in Scienze sociali), ammesso e tornato a razzo dalla London School, dopo averne scoperto l’allergia verso i portafogli leggeri. Curriculum pieno di lodi e passioni genuine fuori dai libri. Lo scorso 25 maggio, in occasione del novantesimo della nascita di Berlinguer, ha organizzato una serata in sua memoria nell’aula magna del “Parini”, il liceo dove ha studiato. “Ho combattuto contro i dinieghi e i più classici bidoni di intellettuali e politici di rango, chissà mai chi si crede di essere questo ragazzino“.

ALLA FINE PERO’ obiettivo raggiunto: filmati e audio originali e aula gremita di giovani e adulti. Non solo, perché il pomeriggio si era goduto soddisfatto quello che è stato un po’ il frutto della sua testardaggine: l’intitolazione al Segretario di una piazza di Milano. Aveva promosso lui la prima raccolta di firme. “Eravamo partiti nel giugno 2011, il giorno dell’insediamento della giunta Pisapia. Cinquemila firme in città e diecimila in provincia. Ci siamo imbattuti nella classica querelle perchè-berlinguer-sì-e-craxi-no, ma abbiamo mobilitato consensi e sostegni senza arretrare.

Fino a quel grande giorno. Quel pomeriggio centinaia e centinaia di persone si erano ritrovate intorno a Bianca, Maria e Laura Berlinguer e a Giuliano Pisapia per l’inaugurazione di una bella piazza nella zona 6 della città, accanto a un grande centro culturale. Era arrivato da Genova, fresco di elezione, anche il sindaco Marco Doria. E lui si era mescolato in mezzo a una folla festante e ignara che fosse lui l’ideatore di tutto.

Oggi sta raccogliendo anche gli scritti del segretario. Vuole leggere, vuole capire. Vuole far conoscere. Se la sorella Laura è dottore di ricerca in biotecnologie mediche alla bicocca, lui vuole studiare la storia politica. Ha fatto amicizia con l’autista del segretario, si sente anche con Bianca, lo chiamano e se lo contendono vecchi compagni orgogliosi che la loro epopea non sia affatto roba da solaio del socialismo. Che la loro nostalgia sia la stessa di un giovane dal futuro promettente.

Per loro, Pierpaolo, anni 24 ed energie rivoluzionarie, rappresenta quasi un elisir. In fondo restituisce un po’ di giovinezza anche a chi, quando arrivavano le elezioni, si sentiva incitare “casa per casa, strada per strada”. Sventolio di bandiere, il suono di “Bandiera Rossa” e poi si incominciava.

2 commenti

  1. fernando.salmaso

    Gentile Pierpaolo Farina, vorrei contattarti via mail per parlati di un mio filmato su Enrico Berlinguer che lascia Padova il giorno della morte. Se vuoi contattarmi via mail (la puoi trovare dal mio profilo sul blog?, non vorrei pubblicarla sul post. Saluti, Fernando