dall’Intervista ad Alberto Moravia, Nuovi Argomenti, aprile 1982


Nella teoria politica di un numero crescente di partiti comunisti, specie quelli che operano nei paesi che sono al di fuori del Patto di Varsavia, si è affermato e avanza il concetto (e una pratica) di autonomia: in altri termini, non viene più riconosciuto il principio che la pierre de touche del grado della propria capacità rivoluzionaria e della propria coscien­za comunista, che la bussola del proprio orientamento politi­co debbano essere costituite dal consenso o dissenso rispetto alle posizioni del Pcus e dell’Urss.

Questa è la conseguenza positiva non solo della esperienza maturata da molti partiti, ma anche di importantissimi fatti internazionali e di storiche decisioni, quali lo scioglimento del Comintern (1943) e poi del Cominform (1956), del XX Congresso del Pcus (1956) e infine della Conferenza di tutti i Partiti comunisti europei tenuta si a Berlino nel 1976.

In questa ultima sede è stato concordemente riconosciuto e proclamato il diritto di cia­scun partito comunista alla propria autonomia di giudizio, di ricerca, di condotta, il suo diritto a percorrere una propria specifica via per l’edificazione di una società socialista nel paese e nell’area del mondo in cui opera. E’ vero che non tutti i partiti comunisti attuano pienamente questi princìpi. Ma noi pensiamo di essere, e vogliamo restare, un partito che li segue con assoluta coerenza. […]

Nel caso dei partiti comunisti, ortodossia vorrebbe dire conformità a una dottrina ideologico-politico i cui precetti sono stati stabiliti per i comunisti di tutto il mondo da una cattedra universale, da un centro che se ne fa supremo cu­stode e tutore.

Noi riteniamo, invece, che da tempo hanno cessato di esistere uno Stato-guida e un partito-guida del proletariato mondiale, ai quali spetti stabilire l’erroneità o la conformità della elaborazione teorica e dell’ azione pratica di questo o quel partito comunista rispetto a una serie di assio­mi o di leggi generali della rivoluzione socialista.

In effetti, il Pcus si comporta spesso come se davvero tale fosse ancora oggi la funzione che gli compete. Ma noi pensiamo che fin quando continuerà a compor­tarsi cosÌ provocherà danni non solo alla causa del socialismo nel mondo, ma anche a se stesso.

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