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Ti Racconto Berlinguer

Cari Amici/he e Compagni/e,

EB.IT ha deciso di coinvolgere tutti coloro che hanno conosciuto Enrico Berlinguer in un’opera editoriale di “ricordo” in vista del 26° anno dalla scomparsa. “Ti Racconto Berlinguer” sarà un e-book dedicato a tutti i giovani nati dopo la caduta del Muro di Berlino che non hanno conosciuto Enrico, ma nemmeno hanno potuto partecipare al suo PCI. Un E-Book che sarà consultabile online e sarà composto da tutti gli scritti delle persone che lo hanno conosciuto o che hanno anche solo avuto la fortuna di stringergli la mano. Questo Sito nasce per ricordare Berlinguer e raccogliere quanto più materiale possibile su di lui, ma non c’è nulla di meglio che il racconto diretto della base, di quella grande forza di uomini e donne che sono vissuti con Berlinguer e che a lui devono molto. Vogliamo restituire ai posteri e anche a noi ventenni che gestiamo questo sito un’immagine di Enrico Berlinguer meno storica e più sentimentale e umana. Anche perchè per le analisi storiche e i discorsi esiste il DataBerlinguer, che sta diventando una grandissima fonte di informazione per tutti, anche grazie all’aiuto di tutti voi, sebbene stenti a decollare la partecipazione attiva al progetto dei tanti che sono in possesso di materiale sul nostro Enrico. “Ti Racconto Berlinguer” sarà quindi fatta da tutti quelli che vogliono restituire qualcosa a quella straordinaria persona che era Enrico Berlinguer, strappato alla vita e alla lotta per i suoi ideali troppo presto e fin troppo giovane: un ritratto dell’uomo che con il suo “rinnovare nella continuità” ha restituito a tutti noi un partito e una sinistra migliore di quella che aveva trovato, mettendo a fuoco agli inizi degli anni ’80 i grandi temi di una politica di Sinistra che andasse oltre la tradizione comunista.

TI RACCONTO BERLINGUER: per noi, per loro, per tutti quelli che ancora non si sono rassegnati a vivere in un mondo dominato dall’arroganza, dalla prepotenza e dall’ignoranza.

EB.IT STAFF

P.S. Per scrivere il tuo ricordo di Enrico, iscriviti al forum e scrivilo in questo topic appositamente creato per l’iniziativa! http://www.enricoberlinguer.it/forum/viewtopic.php?f=11&t=136&p=853#p853

13 commenti

  1. Mi si accapona la pelle…mi vengono le lacrime agli occhi e ..un nodo in gola a ricordare…ero così giovane…affrontavo il mondo e la vita con la passione..con la voglia di lottare e di cambiare… la voglia di essere protagonista e artefice della mia vita…del mio destino…le assemblee… le lotte…le manifestazioni di piazza…gli avvenimenti che si succedevano..in un turbinio di emozioni e sensazioni…il rapimento Moro…il suo funerale…le stragi di Bologna… gli attentati…i comitati direttivi fino a tarda notte…le segreterie della sezione..via dei Frentani…le Botteghe oscure..il privato che si intrecciava con la politica… la ribellione…gli amori…le manifestazioni…mano nella mano…prima.. poi con i bambini in braccio e in carrozzina e sempre a sperare a sognare un mondo migliore…di libertà,di amore, di solidarietà ,dove ognuno di noi poteva essere e ritrovare se stesso contribuendo alla sua realizzazione e a quella di un mondo dove ci fosse posto e amore per tutti… eravamo giovani e guardavamo in avanti con gli occhi al cielo e la spernza nel cuore e…abbiamo lottato…e duramente perchè ci credevamo e…ce l’abbiamo fatta…sì…nonostante tutto ce l’abbiamo fatta….perchè oggi i nostri figli hanno votato per mandare via Berlusconi….e il primo maggio sono venuti con noi ….sottobraccio a festeggiare e a cantare tutti insieme…viva la libertà… viva la democrazia…E lui…Berlinguer in quegli anni è stato il simbolo …il condottiero…di poche parole ma profonde che entravano dentro di te come macigni e ti davano la forza di lottare e di credere che veramente si poteva essere….onesti…integri…e amare…gli uomini …perchè questo è quello che mi ha trasmesso…oltre la politica….il suo essere profondamente umano…il suo leggere nelle pieghe della società ma anche nelle pieghe del nostro animo e fare della politica un modo per stare bene con noi stessi …e con gli altri.Eravamo tutte donne…ragazze…del partito…di altri partiti…all’Hilton a Roma una grande assemblea con tanti vestiti colorati…gli zoccoli neri…i calzettoni rossi….che tenerezza….sedute per terra tante…tantissime..arrabbiate con il partito…con la politica…con il mondo che non ci capiva… che non sapeva cogliere…capire…la nostra sofferenza…la nostra fatica di essere donne e mogli e madri in un mondo maschile…le nostre lotte il nostro amore per la vita…la nostra voglia di vivere e di contare…arriva Berlinguer…non aspettato…entra in silenzio …piano…discreto e si mette a una parte del palco….quasi in disparte e ci osserva…osserva quella platea colorata….che sussulta…che lo fischia…che lo contesta…come segretario di un partito…nemico per le donne…poi….piano piano comincia a parlare e si scusa…e dice che rispetta la nostra platea che interviene per salutarci…umilmente…non mi ricordo le sue parole…mi ricordo lo sguardo e l’amore che ha rivolto a tutte noi…ricordo la sua voce che ha riempito e avvolto tutta la sala di qualcosa di magico e…la sala è piombata in un profondo silenzio…si sentiva solo la sua voce e il rispettto della platea nei confronti di questo piccolo grande uomo…poi ci siamo alzate tutte insieme in un ondeggiare di colori… e un applauso…scrosciante… fragoroso…immmenso è salito dalla sala insieme allo scandire di Berlinguer….Berlinguer…e da allora è diventato anche il nostro…segretario, anche per noi l’uomo il padre…l’amico…poi la notizia del suo malore…poi il suo funerale…non c’era nemmeno lo spazio per camminare in piazza san Giovanni..e per vedere il passaggio della sua bara ci hanno fatto salire sulle terrazze dei palazzi…e con un terribile nodo di commozione in gola e le lacrime agli occhi… abbiamo visto un milione di persone passare e accarezzare la sua bara …con lo sguardo !Era la fine di un sogno e se ne era andato con lui….insieme a un pezzetto del nostro cuore e della nostra giovinezza…e così è stato….ciao Enrico….è stata un’esperienza….bellissima!!!!

  2. Grazie Olga per il tuo contributo!

  3. CHI HA CONOSCIUTO BERLINGUER,e ne ha condiviso i suoi ideali non può che amarlo e si fa molto fatica a far comprendere ai giovani le emozioni che ti sapeva dare perchè per capirlo dovevi per forza essere comunista,infatti chi non era comunista non capiva come potesse un uomo essere cosi amato.Chi vota un partito perchè copre i propri interessi(e c ‘èrano dei lavoratori che difenevano solo la categoria.)non capiranno mai cosa vuole dire sentirsi parte di un progetto che va oltre gli interessi personali.cito una tua affermazione: oggi sono studente mi occupo degli studenti al mondo del lavoro ci penserò quando ne farò parte.un comunista anche se divideva il mondo in classi doveva guardare l’insieme della società perchè ne fa parte integrante.

  4. Giancarlo Girardi

    Per ragioni anagrafiche ho fatto parte della generazione dei “figli di Berlinguer”. Sì, siamo stati un esercito di giovani cresciuti con l’immagine e l’insegnamento del Segretario. Un gigante dal punto di vista etico e morale se rapportato ai politici di oggi rispettato e riconosciuto da tutti i suoi contemporanei. E’ stato soprratutto il capo (non nel senso gerarchico) del più grande partito comunista d’occidente. Egli fu, nell’analisi e nella coerenza pratica, l’ultimo successore di Gramsci,Togliatti e Longo. Il PCI con lui raggiunse grandi traguardi proponendo una egemonia culturale basata sul ruolo nazionale delle classe lavoratrici, della difesa ed affermazioni dei valori e diritti costituzionali. Sulla difesa dello Stato e della democrazia attaccata da più parti a partire dalla strage di Piazza Fontana a Milano.Nella seconda metà degli anni 70 il Pci, pur nel declino del partito di maggioranza della DC,rimase il solo baluardo a difesa della democrazia e dell Stato repubblicano. Berlinguer interpretò meglio di qualsiasi altro (anche nel suo partito) questo passaggio cruciale ed avvertì con trenta anni di anticipo il rischio della degenerazione dei partiti (tutti) iin Italia. La sua morte prematura non fu solo un grande dolore per tutti noi ma una importante perdita per l’intera società italiana.

  5. Enrico Caporaletti

    Provo anch’io a dare un modesto contributo ai più giovani che, come dice Pierpaolo, non hanno conosciuto direttamente Enrico e la sua politica e potrebbero farlo anche leggendo i racconti qui pubblicati. Premetto un punto fondamentale: dimenticate quello che oggi è la politica e le sensazioni che vi trasmettono i politici quando li ascoltate. Quello che vi racconto è un altro modo di dare messaggi, uno stile che oggi è inimmaginabile. Per ragioni anagrafiche (sono del 1965) sono cresciuto ascoltando Tribune elettorali, comizi (abitavo a Roma, a Via San Giovanni in Laterano, storico passaggio di ogni corteo che confluiva in Piazza San Giovanni), discussioni tra i “grandi” sulle questioni politiche. Vi sembrerà strano ma ascoltare un confronto tra Berlinguer, Andreotti, Almirante, era assolutamente un piacere. Non si cercava di smontare la tesi dell’avversario semplicemente parlandogli sopra (oggi, è forse più corretto dire urlandogli sopra), ma argomentando, appassionandosi, anche animatamente. Contestualizzate il tutto negli anni ’70, quelli cosiddetti “di piombo” in cui tutto era estremo: il confronto, il dialogo, la lotta. Però alcuni politici rimanevano dei FARI, punti di riferimento. Idee, comportamenti, dialettica erano esempi per tutti. L’avversario era comunque rispettato e, solo per darvi l’idea, quando la salma di Enrico fu esposta a Botteghe Oscure, Almirante, per la prima volta in vita sua, ivi entrò a rendere omaggio ad un avversario corretto e leale. Entrò SENZA SCORTA in mezzo a migliaia di compagni, lui, ex-repubblichino, fascista convinto, entrò senza che NESSUNO dei compagni presenti provasse a, che dire, solo insultarlo. Tutti capivano quanto quel gesto dimostrasse la grandezza di Enrico.
    Enrico era un grande, nei modi miti e pacati che però non erano mai confusi con la debolezza. Lui era quello che oggi potremmo definire uno statista, un uomo dalle idee aperte, rivoluzionarie, restio a qualsiasi atteggiamento da primadonna (ci pensate che mentre scrivo queste righe abbiamo Mister B. come capo del governo; provate a fare il paragone…). Ricordo ancora la sera in cui a casa con mio padre, ascoltandolo in TV, fece con la stessa naturalezza con cui si dice che il tempo è bello la dichiarazione che la spinta propulsiva dell’Unione Sovietica era terminata. Provate ad immedesimarvi in un’Italia in cui i blocchi Est-Ovest erano ancora lontani dall’essere spariti, il muro di Berlino ancora saldo al suo posto, e pensate quanto possa essere dirompente una politica di sgancio dall’URSS. Immaginatevi anche la questione morale, la bandiera di cui Enrico si fregiava nella sua lotta alla corruzione (si badi, assolutamente non paragonabile in modi e dimensioni a quella attuale) ed al sistema dei finanziamenti illeciti ai partiti.
    Figure come Enrico hanno permesso a ragazzi come me, a 15 anni, di leggere quotidianamente l’Unità, l’Espresso e Panorama come appuntamenti settimanali fissi (si badi Panorama di allora, nulla a che vedere con l’attuale), avvicinarmi alla politica, alla storia del ‘900. Oggi, se vi dovessi fare un paragone, non trovo davvero nessuno che solo lontanamente possa ispirarmi tali passioni (e non è solo colpa dell’età!).
    Vi invito a rivedere le posizioni del PCI e di Enrico suo segretario in merito al terrorismo, al caso Moro, solo per capire quanto questa gente vedesse lungo, avesse il senso dello Stato, e come sia stata capace di esprimere un Presidente come PERTINI subito dopo Leone.
    Ho ancora davanti agli occhi l’immagine di Sandro Pertini che piange davanti alla bara di Enrico, la tocca, non la lascia e poi la riporta a Roma nel suo aereo, per tenerlo vicino.. vi giuro che sembrava un padre davanti alla bara del figlio.
    Credo che per far capire quanto un uomo è grande, è importante anche vedere chi lo ha stimato, chi lo ha pianto, apprezzato, voluto accanto e, credo, che Pertini sia la migliore e più alta figura per dimostrarcelo.
    Vi vorrei raccontare come gli anni ’80 della “Milano da bere” e del Craxismo rampante abbiano rovinato tutto questo (ma è troppo lungo e invito Pierpaolo ad aprire una discussione in merito).
    Termino con il racconto di un pomeriggio di giugno del 1984; stavo preparando l’esame di maturità ed ero preso dallo studio, ma non ho voluto rinunciare a portare il mio ultimo saluto ad Enrico, a Piazza San Giovanni dove centinaia di migliaia di persone (e questi sono numeri VERI, non taroccati come quelli di ieri 20 marzo 2010) erano tutte lì a portare l’ultimo saluto ad un grande uomo, un amico che era morto su un palco facendo campagna elettorale se volete una vittima del lavoro. Mai avevo vissuto un’esperienza così intensa. Tutti noi presenti (ed anche gli assenti, credo) avevamo chiaro che la perdita era enorme e che si stava affacciando sulla scena politica un altro stile, altri valori (forse disvalori?), altra gente. FINIVA UN’EPOCA ed iniziavano le condizioni che ci hanno portato oggi a voler stravolgere la nostra Carta Costituzionale, l’etica di chi fa politica, gli ideali ….. ma allora c’erano ENRICO BERLINGUER, SANDRO PERTINI, oggi ci sono Mister B, Cicchitto, Gasbarri, Bonaiuti, Capezzone, Carfagna, Gelmini, … vi risparmio i nomi della nostra parte perché non so se oggi il grande Enrico li riconoscerebbe come tali.
    Un saluto.
    Enrico Caporaletti

  6. Ciao,
    voglio iniziare col dire che i vostri racconti sono davvero commoventi e che la trovo una cosa veramente utile, raccontare Berlinguer.
    Io sono nata 12 anni dopo la sua morte, e purtroppo non ho potuto mai conoscerlo.
    Non so quanto possa essere utile e interessante (poco penso) quello che sto per raccontarvi ma mi faceva piacere parlarvi della nuova generazione, della generazione dopo la morte di Berlinguer e di come affrontiamo noi la “politca”.
    Vedo in voi una certa passione, come ho letto da Enrico Caporaletti, quando aveva 15 anni, il piacere di leggere l’Unità adesso queste cose non si vedono più, gli unici ragazzi che vedo appassionarsi di politica sono tutti per berlusconi o a favore del fascismo-nazismo, sembra che si ha quasi paura di raccontare, adesso non si parla più di Aldo Moro, dello stesso Berlinguer, perchè no anche dell’anarchico Pinelli, adesso si parla dei tanti “seguaci televisivi” del nostro presidente del consiglio, purtroppo adesso non abbiamo dei buoni esempi, non abbiamo un Berlinguer.
    Quasi invidio voi perchè l’avete conosciuto.
    Quanto meno mi sento fortunata per aver approfondito, per non essermi fermata a quello che insegnano nelle scuole o in tv però ci sono dentro, dentro questa generazione che non riesce a capire il vero senso di politica, il vero senso di comunismo che prima era così ben definito da quel grand uomo.
    Mi fa piacere leggere i vostri racconti, continuate a parlare di lui anche per far capire qualcosa a chi magari non l’ha potuto conoscere. Grazie.
    Maria Chiara

  7. Enrico Caporaletti

    Ciao Maria Chiara, se non ho capito male tu hai circa 14 anni. Ti ringrazio per aver apprezzato quanto da noi raccontato. Comunque, da come scrivi, dai nomi che citi (addirittura Pinelli) e dal semplice fatto che leggi quanto si scrive su questo sito, mi fa credere e sperare che le nuove generazioni (la tua, quella di Pierpaolo) non siano poi così male come purtroppo anche tu descrivi. Continua così: leggi, studia, informati e prendi esempio dai grandi uomini che hanno fatto grande il nostro Paese: Enrico, Pertini, Ambrosoli, Falcone, Borsellino e, se vuoi, di grandi nomi ce ne sono ancora molti. Un saluto e grazie dell’apprezzamento per averti trasmesso qualcosa. Enrico Caporaletti

  8. Valeria Pritoni

    Enrico Berlinguer per me è stato il politico delle parole vere. Non gli ho mai sentito pronunciare frasi d’effetto o proposte demagogiche, affermava sempre ciò in cui credeva e proponeva soltanto ciò che voleva perseguire. A volte mi succedeva di non comprendere fino in fondo la portata delle sue proposte, ma imparai presto che questo era dovuto all’ampiezza dei suoi progetti che non si fermavano al presente, ma andavano oltre erano sempre rivolti alle giovani generazioni, al futuro del nostro Paese. Questo uomo comunicava tenerezza e senso di sicurezza nello stesso tempo. Gli operai gli si rivolgevano con parole affettuose, ricordo che ad un comizio mio padre gli raccomandò “Non fumare che ti fa male!” In quelle parole c’era il desiderio di preservare una persona fragile e nello stesso tempo percepita come indispensabile alle lotte delle classi meno abbienti. Benigni tradusse questi sentimenti nel prendere in braccio Berlinguer e nele parole di saluto che gli dedicò in occasione dei funerali. Mi direte: “Ma questo è culto della personalità!” No, è avere vissuto un’esperienza politica fondamentale: avere un leader che fa dell’umiltà e della lotta insieme ai più poveri, per migliorare le condizioni di vita di tutti, il suo obiettivo,qualcosa che è lontano anni luce dalla politica di oggi…ma lui aveva previsto anche questo!

  9. Franca Menichetti

    Mi iscrissi alla Fgci in IV ginnasio. E lo feci perché proprio tu eri il segretario del Pci. Correvano i primi anni ’70. Che entusiasmo c’era dentro di noi, che voglia di fare bruciava dentro di noi. La diffusione dell’Unità il martedì e il giovedì davanti al cancello del Liceo. L’aria di sfida con cui la porgevamo ai proff. e agli studenti di destra o addirittura fascisti. Le riunioni di cellula, il direttivo degli studenti medi. le manifestazioni tinte di rosso con i compagni operai,le mezze giornate di discussioni con i ragazzi extrparlamentari… La fatica di conciliare studio e politica. ma tutto era facile in quegli anni. C’erano le ideologie e gli ideali e nelle ideologie e negli ideali credevi fermamente, qualunque fosse il prezzo. Ti ho incontrato varie volte in varie città. Ma fu quando venisti alla nostra Festa provinciale dee’Unità che per noi giovani compagni fu un tripudio! Nelle stanze della Federazione scherzavi con noi, parlavi con noi, eri uno di noi.
    Intanto, si avvicinava il 1975. Che anno fu quello. Appena diciottenne venni cooptata nel Pci dei “grandi” e candidata alle amministrative. il giorno dello scrutinio è uno di quei giorni che mi si è conficcato nella memoria. In sezione i telefoni squillavano incessantemente: Roma, Venezia. Napoli, stavamo vincendo quasi ovunque. E le lacrime di noi giovani si mischiavano alle lacrime dei vcchi, tra cui voglio ricordare mio padre, in un abbraccio senza tempo.
    E venne il 1976. Il golpe in Cile e il perfezionamento della politica del “compromesso storico”. L’apertura ai ceti medi. lo “strappo” con l’URSS e la “via italiana al socialismo”, che da tempo andavi teorizzando. E soprattutto, la “questione morale”.A Tribuna politica, concludesti l’appello al voto mostrando i palmi delle mani e dicendo:”Noi abbiamo le mani pulite”. E per me nuova emozione e nuova commozione e soprattutto la certezza della diversità dell’essere comunista.
    La stampa italiana cominciò a parlare di sorpasso sulla DC. Non avvenne, ma eravamo contenti lo stesso, e nuove lacrime e nuovi abbracci.
    Nel ’77, l’eurocomunismo, il Convegno dell’Eliseo. Ci credevo davvero e il sentimento dominante era la speranza.
    Intanto,la “strategia della tensione”, il rapimento Moro e l’impossibilità di vedere il mio partito di lotta finalmente al Governo.
    Ma io, noi sempre con te. Eri la nostra luce politica. Una luce che si spense a Padova nel 1984. Ti ho amato, eri uomo buono. Ciao Enrico, anche da parte del compagno Franco che da 5 mesi si è spento anche lui.

  10. Volevo segnalarvi un piccolo documentario che ho realizzato su Berlinguer in occasione del 25° anniversario della sua scomparsa. E’ visibile su Youtube a questo indirizzo

    Un abbraccio, e non smettiamo mai di ricordare questo grande uomo italiano.

  11. Grazie mille Dino per la segnalazione! Lo inviamo subito a tutti i fan su facebook!

  12. Avevo 10 anni quando è scomparso. Ma il ricordo è ancora vivo dentro me. Ci sarebbe molto da dire su Enrico, ho anche un libro sulla sua biografia e vedo spesso suoi video ma, quello che mi sento di dire oggi è che con la sua morte si è estinta anche la passione per la politica, il fervore nei comizi, il tono alto della voce alle manifestazioni, la serietà e la lealtà negli scontri con gli altri partiti….addio Enrico, ultimo immortale esempio di UOMO POLITICO

  13. Grazie mille Gianluca per il tuo bellissimo commento! Lo inseriremo in “Ti Racconto Berlinguer”!