Aldo Tortorella è stato per tanti di noi un esempio e un maestro al pari di Enrico Berlinguer, di cui è stato il più stretto collaboratore. Anche per questo abbiamo voluto fortemente coinvolgerlo in “Berlinguer. A Love Story” e, se non fosse morto prima, gli avremmo proposto di diventare Presidente onorario della nostra associazione di giovani nati dopo la morte di Berlinguer, come abbiamo fatto per Luciana Castellina.
Insieme ad altre compagne e compagni, che trovate in calce, abbiamo deciso quindi di proporlo per la civica benemerenza alla memoria della città di Milano, meglio nota come Abrogino d’Oro.
Un ringraziamento particolare ad Alessandro Pollio Salimbeni, che si è occupato insieme a noi di interpellare le varie realtà che sostengono la candidatura.
La lettera di candidatura
Alla c.a. della Presidente del Consiglio Comunale di Milano
Piazza della Scala, 2, 20121 Milano
OGGETTO: CANDIDATURA DI ALDO TORTORELLA ALLA CIVICA BENEMERENZA ALLA MEMORIA DELLA CITTÀ DI MILANO
Milano, 14 settembre 2026
Gentile Presidente,
in vista dell’assegnazione delle civiche benemerenze della Città di Milano in programma per il prossimo 7 dicembre, proponiamo la concessione della civica benemerenza della città di Milano alla memoria di Aldo Tortorella, già partigiano, giornalista, filosofo, dirigente politico del Partito Comunista Italiano e parlamentare della Repubblica, scomparso a Roma il 5 febbraio 2025 all’età di 98 anni.
Nato a Napoli il 10 luglio 1926, Tortorella completa giovanissimo i suoi studi a Milano, al Liceo Carducci, e a soli 17 anni si iscrive all’Università, dove studia sotto la guida di Antonio Banfi. Dopo l’8 settembre, frequenta assiduamente l’ambiente artistico milanese, da De Micheli a Treccani a De Grada, e aderisce al Fronte della Gioventù, di cui – in stretto rapporto con Eugenio Curiel, Padre David M. Turoldo, Dino Del Bo, Libero Cavalli – diventa responsabile per il lavoro universitario. Arrestato, viene trasferito nel reparto carcerario dell’Ospedale Maggiore, da cui riesce a fuggire grazie all’organizzazione interna della Resistenza, che oltre ad alcuni medici faceva perno su un gruppo di coraggiose suore e di allieve della scuola di infermeria, in particolare Suor Giovanna Mosna e Maria Peron. Riparato a Genova, passa gli ultimi mesi della lotta partigiana a dirigere il Fronte della Gioventù e l’edizione locale de l’Unità.
Il rapporto con la città di Milano riprende nel 1956: dopo la laurea con Banfi sulla libertà nel pensiero di Spinoza, Tortorella subentra a Davide Lajolo nella direzione de l’Unità, e in seguito diventa segretario della Federazione milanese del Partito Comunista Italiano (1962) e poi del Comitato regionale lombardo, nel periodo drammatico e cruciale per Milano e l’Italia del 1969, quando la strage di Piazza Fontana si avvia la strategia della tensione. Negli anni milanesi, sviluppa una particolare azione nel campo della politica e della ricerca culturale e scientifica, di cui la Casa della Cultura è punto di riferimento essenziale fino ad oggi. Direttore nazionale de l’Unità dal 1970 al 1975, nel 1972 Tortorella viene eletto per la prima volta deputato nella circoscrizione di Milano, e più volte rieletto fino al 1994.
Responsabile nazionale della sezione culturale del PCI, prima con Luigi Longo e poi con Enrico Berlinguer, di cui divenne anche il coordinatore della Segreteria negli ultimi anni prima della morte, Tortorella fu un importante politico intellettuale, che univa l’impegno concreto con la riflessione culturale e teorica.
Il suo impegno di ricerca e direzione culturale proseguì con la fondazione dell’Associazione per il Rinnovamento della Sinistra e con la nuova stagione della rivista Critica Marxista, luogo della ricerca teorica e culturale di un nuovo pensiero critico della sinistra, fortemente intrecciato con il femminismo della differenza – grazie anche al suo costante rapporto con la Libreria delle donne di Milano – e con la nuova sensibilità ambientalista, temi tra gli altri costitutivi della ricerca compiuta insieme a Enrico Berlinguer nella prima parte degli anni ‘80.
Numerose furono anche le sue partecipazioni a convegni e iniziative per una nuova fase della sinistra italiana e costante fu il suo impegno per la piena attuazione dei valori della Costituzione, anche dall’alta funzione della Presidenza onoraria dell’Anpi.
Per queste ragioni, crediamo sia doveroso riconoscergli, come già fatto per altre personalità politiche di rilievo, la civica benemerenza alla memoria della città di Milano nel centenario della sua nascita.
- Ferruccio Capelli, direttore della Casa della Cultura;
- Luciana Castellina, già parlamentare italiana ed europea;
- Laura Colombo, Libreria delle donne;
- Pierpaolo Farina, presidente dell’associazione “Berlinguer Qualcosa di Sinistra”;
- Angelo Ferranti, ARS Milano;
- Marco Fumagalli, già parlamentare e Segretario della Fgci;
- Guido Galardi, già presidente Legacoop e senatore;
- Primo Minelli, presidente provinciale ANPI Milano;
- Daniele Pascucci, resp. progetto Malati di Libertà
- Barbara Pollastrini, già ministro della Repubblica;
- Alessandro Pollio Salimbeni, presidente Fondazione ISEC, vicepresidente nazionale ANPI;
- Roberto Rampi, ricercatore;
- Maddalena Treccani Muzio, presidente Fondazione Corrente;
- Sara Valmaggi, presidente Fondazione Elio Quercioli.