dal discorso alla Marcia per la Pace, Assisi, Ottobre 1983


Trattino, dunque, gli Stati; non cedano alla facile lusin­ga dell’intransigenza, della sfida, della provocazione. Ma, al tempo stesso, i popoli facciano sentire la loro voce, il loro peso, la loro volontà di vita.

Si devono chiamare gli uomini e le donne del nostro e di tu tti i paesi a guardare in faccia il pericolo che ci sovrasta; e, al tempo stesso, a individuare e fare scendere in campo le grandi, immense energie positive, costruttive e non distruttive che esistono in Italia e nel mondo. [ … ]

La diplomazia dei popoli dovrà tentare di invertire la rotta seguita attualmente dalla diplomazia degli Stati. Il governo italiano, tutti i governi europei, ma anche le massi­me potenze, dovranno ascoltare l’ammonimento dei popoli del mondo.

Questo movimento è assolutamente non monolitico e non unilaterale sul piano politico e ideale, ma proprio per questo esso è forte e impetuoso come un fiume nel cui alveo confluiscono acque di tutte le sorgenti.

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